In ricordo di Vincenzo Cerundolo

Il 7 gennaio 2020, all’età di 60 anni, è scomparso Vincenzo Cerundolo, Immunologo di fama internazionale, a causa di un cancro che è progredito molto rapidamente, e contro il quale ha lottato tenacemente utilizzando anche approcci terapeutici a cui lui stesso aveva contribuito con i risultati delle sue ricerche. Vincenzo, italiano di nascita e oxfordiano di adozione, ha continuato fino all’ultimo le sue ricerche con lo stesso impegno e la stessa passione che hanno caratterizzato tutta la sua carriera professionale.  La Comunità scientifica internazionale è rimasta profondamente scossa da questa perdita prematura e inattesa; tutti coloro che lo hanno conosciuto ne hanno, infatti, apprezzato la grande capacità scientifica ma anche il suo carattere aperto e collaborativo.

Vincenzo era nato a Lecce il 20 Dicembre 1959, e dopo la maturità scientifica si era spostato a Padova dove aveva conseguito la Laurea in Medicina e Chirurgia e poi la Specializzazione in Oncologia, svolgendo il suo internato pre-laurea e i suoi primi anni di formazione presso i laboratori di Immunologia dell’allora Istituto di Oncologia Sperimentale. In quel periodo il nostro interesse era rivolto allo studio dei meccanismi alla base della risposta immunitaria contro il tumore, con una particolare attenzione all’attività dei linfociti T citotossici specifici in modelli sperimentali di tumore. Era quello un momento entusiasmante, caratterizzato da fondamentali scoperte nel campo della risposta immunitaria cellulare anti-tumorale, in cui ogni risultato apriva nuovi orizzonti di ricerca. E Vincenzo, avendo iniziato ad accostarsi all’Immunologia durante il suo internato assieme a Francesco Dazzi, suo collega di studi, ne era rimasto affascinato.

Nel 1988, vincitore di una borsa EMBO, Vincenzo si era recato presso il laboratorio di Alain Townsend al Weatherall Institute of Molecular Medicine dell’Università di Oxford dove aveva identificato i geni che codificano per proteine coinvolte nel trasporto di peptidi nel meccanismo di processazione e presentazione dell’antigene ai linfociti T, e descritto una sindrome caratterizzata dal deficit di questi geni. Vincenzo aveva poi contribuito a definire le basi molecolari del riconoscimento di antigeni lipidici ottenendo importanti risultati. Le sue scoperte hanno avuto un profondo impatto sulle applicazioni immunologiche in diverse discipline, ed hanno trovato un particolare impiego nel disegno di trial clinici rivoluzionari nel campo dell’immunoterapia dei tumori.

Il suo valore scientifico era stato riconosciuto ad Oxford, dove la sua carriera è stata a dir poco brillante. Dopo avere ottenuto la Cattedra di Immunologia nel 2010, era succeduto ad Andrew McMichael nel prestigioso ruolo di Direttore della Unità di Immunologia Umana del Medical Research Council al Weatherall Institute of Molecular Medicine per assumere anche la posizione di Capo del Department of Investigative Medicine. L’anno scorso era stato eletto Fellow della Royal Society, un titolo di cui si sono potuti fregiare scienziati del livello di Isaac Newton; nell’occasione Vincenzo aveva voluto condividere la sua gioia con tutti i colleghi ed amici

Ad Oxford tutti conoscevano ed amavano Vincenzo. Colleghi e giovani collaboratori lo hanno ricordato in questi giorni per il suo approccio collaborativo e stimolante, che ha permesso a molti dei suoi post-doc di crescere e acquisire indipendenza.

 

Negli ultimi anni ha portato il fardello della sua diagnosi con coraggio e ottimismo, senza mai lamentarsi. Ha continuato a lavorare fino a pochi giorni dalla fine e soprattutto ha saputo dedicare tempo prezioso alla sua bellissima famiglia. Vincenzo ci mancherà sempre come scienziato innovatore, collega onesto e affidabile e soprattutto come amico.

 

          Paola Zanovello                                                                                           Francesco Dazzi

Professore di Immunologia                                                                Professore di Medicina Rigenerativa

     Università di Padova                                                                                   King’s College Londra