In ricordo del Prof. Fernando Aiuti

Con grande tristezza, la SIICA comunica la scomparsa del Prof. Fernando Aiuti, docente, immunologo, scienziato, medico ed amico di molti di noi. E’ difficile raccontare in poche righe la sua lunga vita professionale, nota anche alla grande maggioranza degli italiani. Il Prof. Aiuti, infatti, è riuscito nell’ impresa di mantenere costantemente un alto profilo scientifico, coniugandolo ad un impegno politico e comunicativo che ha reso l’immunologia clinica come una scienza nota a tutti. Quando ha iniziato la sua carriera universitaria ed assistenziale, ben pochi conoscevano l’esistenza, la funzione e le patologie del sistema immunitario. In questi anni gli studi da lui intrapresi in modo pioneristico sono diventati parte essenziale della scienza medica. I primi pazienti affetti da immunodeficienze primitive sono stati identificati, diagnosticati e trattati, per molti anni, presso il centro da lui diretto alla Sapienza. Sua è stata l’idea di organizzare il primo registro italiano per queste patologie rare, nella consapevolezza che solo una rete di esperti potesse contribuire a definire la storia naturale di malattie cosi gravi e misconosciute. Oggi, il registro è ancora attivo dopo più di trenta anni, e il modello è stato assunto da molti paesi europei ed è riconosciuto a livello internazionale come una delle migliori reti assistenziali nazionali.

L’esperienza delle immunodeficienze primitive e’ stata poi traslata dal Prof. Aiuti allo studio della più importante forma clinica di immunodeficienza secondaria, la infezione da virus HIV. Nel centro da lui diretto è stata posta la prima diagnosi di infezione da HIV in Italia, ed è stata poi condotta la sperimentazione sul primo farmaco antiretrovirale. Da allora, il Prof. Aiuti è diventato il riferimento per i pazienti affetti da HIV, e ha compiuto studi che hanno contribuito alla definizione dei meccanismi patogenetici della malattia e dei trattamenti specifici che negli anni hanno consentito il controllo dell’infezione e la riduzione della mortalità. La diffusione mediatica delle conoscenze scientifiche che il Prof. Aiuti ha sempre attuato con grande efficacia ha ulteriormente contribuito alla crescita dell’immunologia clinica. Anche il suo impegno politico non può essere rivendicato da alcuna formazione politica, in quanto sempre, ed in tutte le sedi istituzionali, è stato teso al solo obbiettivo di difendere la salute. Per chi di noi ha lavorato con lui è impossibile non ricordare la passione, la tenacia, le arrabbiature, le grida, le riappacificazioni e le grandi risate fatte insieme. Siamo certi che i tanti pazienti assistiti da lui possono in questo momento condividere con noi un ricordo profondamente affettuoso e la gratitudine dovuta ad un grande maestro e uomo.

Isabella Quinti, membro del Consiglio Direttivo SIICA